“Un incrocio di destini, in una strana storia” cantava De Gregori nella sua celebre “Il bandito e il campione”. Un verso che pare scritto apposta per la storia che stanno scrivendo Flavia Pennetta, 33 anni da Brindisi, e Giorgia Vinci, 32 anni da Taranto, che questo pomeriggio alle 15 (ore 21 italiane) incroceranno i rispettivi destini, racchette e carriere all’Arthur Ashe, il campo centrale del Flushing Meadow. Si tratta di una finale tutt’altro che scontata, data per impossibile sino alle semifinali (basti pensare che la Vinci era quotata 300 a 1 contro la n. 1 al mondo, Serena Williams), e che ora rischia di rubare la scena a quella maschile tra Djokovic e Federer. Unite dalle origini pugliesi e da un percorso condiviso nella categoria juniores, Vinci e Pennetta si separano per seguire diversificati programmi di allenamento che le hanno portate negli anni a diventare rispettivamente n. 11 e 10 del mondo in singolare nonché campionesse nella specialità del doppio: in particolare, la brindisina è stata la prima italiana ad entrare nella top ten mondiale del singolo e ad occupare la prima posizione nel doppio, mentre la tarantina ancora oggi forma con Sara Errani un imbattibile dream team nel doppio femminile. Tra le due, chi arriva più provata all’appuntamento che vale una stagione è Roberta Vinci, che ha dovuto faticare non poco contro la Williams: in rimonta, dopo il primo set vinto dalla beniamina di casa (2-6, 6-2, 6-4), l’italiana ha dato fondo a tutta se stessa attingendo ad una saldezza d’animo e ad una concentrazione da campionessa vera. Ha giocato però in scioltezza la nostra Roberta, consapevole dei propri mezzi e della grandezza dell’avversaria, e sempre ben attenta a non cadere nella trappola della fisicità del gioco dell’americana. Non è stata la gara della vita, ma la sublimazione della forza di un’atleta dal talento indiscutibile. La Pennetta, dal canto suo, ha battuto la n. 2 del ranking ATP Simona Halep col punteggio di 6-2, 6-3: un match dominato dalla bella Flavia, che non ha lasciato alla rumena nemmeno il tempo di rifiatare. 70 km, tanto dista Brindisi da Taranto. Chi l’avrebbe mai detto che due carriere tanto vicine e nel loro momento apicale si incrociassero a New York, in un match che comunque vada farà la storia del tennis italiano ed internazionale. Sul gradino più alto ci salirà solo una di loro e a noi, che vorremmo vincessero entrambe, non resta che tifare e aspettare che il cielo sopra “la grande mela” si tinga d’azzurro. Intanto, godiamoci questa finale, che sarà visibile alle 21 in chiaro su “DeeJay TV” e su “Eurosport” del digitale terrestre, canali 9 e 372-373.

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