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expressE’ stato presentato ieri sera, presso La Feltrinelli Express di Napoli, il libro di Enzo Marino “Belle pazzie e bugiarde aurore. Racconti fra Napoli e Casoria” edito dalla Alessandro Polidoro editore.

Marino, pittore e scultore casoriano di fama internazionale, è con questa raccolta di racconti al suo esordio nel mondo della narrativa. Con essa il poliedrico artista si pone l’obiettivo di raffigurare e conservare la memoria di un mondo quasi scomparso; di far rivivere le voci, i suoni, gli odori e i colori di una Napoli in parte dimenticata, anche attraverso una sapiente ricerca linguistica, che si traduce nella riesumazione di termini dialettali caduti, in alcuni casi, completamente in disuso.   

Un’operazione di assoluto pregio che Giandonato Giordano ha ieri sera definito di “antropologia linguistica”.

Quella di Marino, però, non è un’opera dall’intento nostalgico. Come sottolineato da Giordano, ma anche da Ciro Raia, storico, che ieri ha parlato di pagine che <<odorano di speranza>>, il libro si rivolge ai giovani, per restituirgli una memoria identitaria sulla quale costruire il proprio avvenire e – come più di una volta sottolineato dall’autore stesso- non manca di guardare all’attualità; ne è prova uno dei brani letti ieri da Nicoletta Lanzano, che racconta uno stupro avvenuto nel ‘600 e che Marino ha scelto di scrivere per la drammatica attualità del fenomeno della violenza sulle donne.

Assolutamente degno di nota, infine, lo stile dell’autore, che tradisce piacevolmente la sua esperienza nelle arti figurative. Un esordio letterario, insomma, di assoluto interesse.

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