L’Araba Fenice è un uccello mitologico noto per la sua invidiabile capacità di risorgere dalle proprie ceneri dopo la morte, per questo è simbolo per eccellenza di rinascita.
Ha invece ben poco a che fare con la mitologia e molto con la competenza, il lavoro (quello sodo) e la passione, la seconda vita di Pompei e Caserta, nei rispettivi fiori all’occhiello: gli scavi e la Reggia.
L’antica città di Pompei, già sepolta dal Vesuvio nel ’79 dopo Cristo ed abbandonata negli scorsi anni al degrado e all’incuria, (su tutti aveva pagato il ministro Bondi, con le dimissioni), inizia infatti a raccogliere i frutti del “Grande progetto” da 105 milioni di euro.
Attualmente Pompei è un cantiere a cielo aperto: restaurati gli affreschi di Villa dei Misteri e riaperta la Palestra Grande, sono state messe in sicurezza intere zone, inaccessibili fino a qualche mese fa.
Ma le punte di diamante della nuova gestione hanno le sembianze della sala da pranzo della Villa Imperiale, una lussuosa dimora con vista sul Golfo, mai aperta prima al pubblico, e dell’Antiquarium, che riapre le porte dopo ben 36 anni e che ospiterà il plastico ricostruttivo della città prima dell’eruzione del ’79, ed un percorso virtuale introduttivo alla visita.
Se i turisti dotati di macchina fotografica non hanno tardato a mettersi in fila fuori all’ingresso principale di Porta Marina (i numeri parlano di quasi 3.000.000 di visitatori solo nel 2015), i meriti vanno soprattutto ad una squadra giovane e vincente “disposta a rimanere in cantiere fino alle sette di sera quando si tratta di raggiungere obiettivi”, per ammissione dell’archeologa Laura D’Esposito, a Pompei dal 2012.
Così il 7 e l’8 luglio David Gilmour riporta i Pink Floyd nell’anfiteatro, mentre il 12 sarà la volta di Sir Elton Jhon, tanto per iniziare.
La querelle sugli orari lavorativi prolungati avevano investito anche il nuovo direttore della Reggia di Caserta, Mario Felicori, l’uomo venuto da Bologna per ridare lustro alla Versailles italica.
In poche ma pragmatiche mosse, e nel giro di qualche mese, ha rivoluzionato un luogo assopito nel suo splendore: ha condotto una lotta serrata agli abusivi accompagnandoli personalmente fuori dal parco assieme alle proprie bancarelle, ha ridisegnato l’organico e distribuito nuovi compiti, ha preso in mano le redini della comunicazione curando ogni giorno il profilo Facebook della Reggia e creandone uno su Istagram.
I primi risultati tangibili parlano di oltre 20.000 visite nella prima domenica soleggiata d’aprile.
Inoltre, a fine agosto partiranno le riprese di un film, ambientato interamente nelle Reggia, per la regia di Paolo Consorti, e a partire da sabato 7 maggio, la Reggia di Caserta e l’area di Paestum prolungheranno l’apertura fino alle 22,30, ad un prezzo ridotto di 2 euro. L’iniziativa rientra nel progetto di valorizzazione del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo con l’intento di adeguare agli standard internazionali i principali musei italiani.
Rinascere dalle proprie ceneri in tutto il proprio splendore si può, l’Araba Fenice lo insegna.

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