Nel sito de El Brujo, sulla costa settentrionale del Perù, è stato ritrovato un fagotto di abiti appartenenti ad una nobildonna della civiltà Moche e il suo corpo mummificato. Tale civiltà fiorì un millennio prima degli Inca. Il suo volto è stato finalmente ricostruito attraverso tecniche in genere adoperate per risolvere casi di crimini. La mummia è stata sottoposta ad una tac. Le immagini tridimensionali sono state ottenute da moderni scanner realizzati dall’azienda specializzata in tecnologia 3D, la FARO. Gli esperti forensi hanno poi tolto la pelle dal viso lasciando scoperte le ossa e agendo come se si trattasse di un omicidio avvenuto molto tempo fa (ne 400 d. C.). Il suo viso può essere ammirato in un museo di El Brujo, ance se solo parzialmente, poiché per la sua delicatezza è tenuto in una camera a clima controllato e i visitatori possono spiarlo da una finestra e ottenerne una visione incompleta. Il volto è destinato, col tempo, a scomparire. Il corpo e i peli mancano, però, di colore. Ma la curatrice del progetto è convinta che possa servire da modello alle generazioni e i lavori futuri. Gli scavi che hanno rivelato la presenza della Señora sono iniziati nel 1990 sotto la guida di Régulo Franco Jordàn. Sul suo corpo sono stati trovati 20 strati di tessuto e monili in argento, oro e rame. Non sappiamo che ruolo avesse nella sua comunità, sicuramente aveva una funzione importante. Dall’altezza si evince che non fosse una guerriera, ma probabilmente la moglie di un capo o un capo lei stessa. La statua è diventata già un simbolo dell’identità indigena e della bellezza femminile peruviana.

Rispondi