Dalle pagine di Social abbiamo già parlato diffusamente del “Fenomeno Salvini”  (in relazione al rapporto con Farage, per le sue posizioni razziste, sulla sua capacità ad influire sul dibattito politico italiano), tentando di analizzarne l’operato, decifrarne linguaggio e dedurne gli obiettivi. Tuttavia, l’esuberante – per usare un eufemismo – leader della Lega continua a stupire, proponendoci sempre nuove riflessioni sulla propria condotta politica: senza troppi giri di parole, con i suoi comizi, tweet, video, interviste ed esternazioni Salvini è divenuto l’esponente principale di una politica italiana improntata al porno. Perché, sì, può esistere una pornografia (cioè, la rappresentazione di soggetti o immagini osceni effettuata allo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore) scevra dell’elemento erotico e più propriamente politica. L’oscenità che genera eccitazione, ad esempio, la ritroviamo abitualmente nell’harem del buon Salvini: le sua pagine Facebook e Twitter, luoghi mistico-virtuali dove il leader della Lega 2.0 distilla il suo pensiero, volutamente acritico e fuorviante, e lascia ai suoi adepti libertà assoluta di dare sfogo ai propri istinti e perversioni attraverso la pubblicazione di commenti orgiastici, che rasentano il disumano (esempio: N.M. scrive che per  gli immigrati serve “Ruspa, poi a casa sul primo barcone… ma da cadaveri”). Ecco, quindi, il principale punto di contatto tra la realtà politica di Salvini e quella pornografica: così come la pornografia rappresenta in maniera gretta, superficiale, a volte brutale l’eros e l’amore, il leader del Carroccio approccia allo stesso modo (in aggiunta solo un’esasperata quanto ipocrita faziosità squisitamente leghista) ai temi dell’immigrazione, della sicurezza sociale, dell’economia o del rapporto con l’Europa. Così, e proprio come il porno di più scadente qualità, la sua propaganda mira a guastare l’instaurazione e la corretta gestione di sani rapporti interpersonali, aprendo all’Italia la strada di un futuro costellato di conflitti sociali.

Ma non è finta qui. Così come dietro la visione distorta della sessualità offerta dall’attuale idea di pornografia si cela il profondo disagio derivante da relazioni interpersonali sempre più complicate e problematiche, dietro la rappresentazione salviniana – capziosa e artefatta – della realtà italiana, si cela l’intento di appagare l’insoddisfazione covata da cittadini inermi verso l’operato politico degli ultimi vent’anni con slogan, urla, toni forti, aggressività  di idee ed azioni. “Ecco finalmente qualcuno che ci va giù duro contro i ladri, gli immigrati e l’Europa!”, penseranno in molti. Peccato che questi toreri da “sangue e arena” non si rendano conto della dissociazione politica che vivono quotidianamente: l’orgasmo populista generato dalle esternazioni di Salvini fa dimenticare di colpo tutto ciò su cui quest’ultimo tace miserevolmente, come ad esempio le spese folli della politica, le cause di una disoccupazione giovanile ormai alle stelle, le colpe di una classe dirigente nazionale che con le sue azioni ed omissioni sta conducendo allo sfacelo  un intero Paese. Bravi a tutti questi che si fanno distrarre: meglio un orgasmo oggi che un futuro migliore domani.

 

Infine, la pornografia politica di Salvini sublima in un unico fondamentale aspetto. Ogni qualvolta che si invocano le ruspe o i respingimenti in mare, proclami che infervorano gli animi e offuscano la lucidità di pensiero, il leader della Lega sa che sta incoraggiando azioni che all’atto pratico mai verranno realizzate. Vittima della sua stessa finzione, seppur fiero della virilità delle sue fedelissime ma virtuali schiere di adepti, dovrà arrestarsi dinanzi al dato di fatto che ogni esasperazione delle emozioni, ogni proclama di sottomissione del più debole, ogni invettiva al vetriolo cadranno nel vuoto. Perché l’essere umano è condannato a riconoscere l’umanità del suo prossimo. E a rispettarla. Sempre.

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