Il blitz operato dalla Polizia il 21 Luglio del 2001 all’interno della scuola Diaz, nel mezzo del G8 di Genova, “deve essere qualificato come tortura”. A sancirlo sono stati all’unanimità i giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, i quali hanno condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 3 CEDU (Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo) secondo cui “nessuno può essere sottoposto a trattamenti  inumani e degradanti”.  Il ricorso presentato da Arnaldo Cestaro, anche lui  vittima dei pestaggi efferati compiuti all’interno dell’edificio scolastico genovese in seguito ai quali ben 82 persone furono ferite gravemente, ha dato modo ai giudici europei di evidenziare come non sussista alcun nesso causale tra la condotta dell’uomo e l’utilizzo della forza da parte della polizia, e che i maltrattamenti sono stati inflitti in maniera del tutto gratuita, proprio come fosse una tortura. Tuttavia, non è solo il fatto in sé a giustificare la condanna dell’Italia: infatti, essa trova ulteriormente ragione nella necessità di “stabilire un quadro giuridico adeguato, anche attraverso disposizioni penali efficaci” tali da “punire adeguatamente i responsabili di atti di tortura o maltrattamenti e dissuadere da ogni loro reiterazione” (in Italia non è ancora previsto il reato di tortura nonostante la ratifica della Convenzione di New York del 1984, ndr). Ma non finisce qui: grave è la responsabilità delle autorità italiane, che hanno consentito alla Polizia di rifiutare impunemente ogni sorta di collaborazione finalizzata all’individuazione degli agenti coinvolti nei fatti (nessun poliziotto è stato infatti condannato per specifici atti di violenza), ed è impensabile – continuano i giudici di Strasburgo – che per reati di tale gravità e disvalore sociale venga previsto dall’ordinamento italiano un termine di prescrizione così breve come quello ordinario, dato che per essi prescrizione, grazia ed amnistia dovrebbero addirittura escludersi. Fredda e sfacciatamente corporativistica la posizione del Sindacato autonomo di Polizia, il cui segretario Tonelli afferma: “Diaz non è stata sicuramente una bella parentesi, ma parlare di tortura mi pare eccessivo”. L’Italia ora ha l’obbligo di risarcire al Cestaro 45 mila euro per i danni morali patiti.

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