Senza tempo, senza luogo – Intervista al cantautore Gianluca Lalli

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Nell’ambito della serata organizzata lo scorso venerdì 12 febbraio a Napoli dall’A.N.M.A.S. (Accademia Nazionale Musica Arte e Spettacolo) lo scrittore e cantautore marchigiano Gianluca Lalli, leader degli Ucroniutopia, ha presentato in esclusiva un’anteprima del suo spettacolo “La bella che è addormentata”. Noi di Social lo abbiamo incontrato ed intervistato, prima dell’esibizione.

Buonasera, Gianluca. Parliamo di ciò che ascolteremo stasera: “La bella che è addormentata”. Di cosa si tratta?

“La bella che è addormentata” è uno spettacolo tratto dal mio libro omonimo, che è una raccolta di poesie e canzoni. Lo spettacolo sarà in due parti: una musicale in cui ci sarò io, voce e chitarra, accompagnato da un quintetto d’archi (il “Cimarosa Quintet” ndr) e, poi, una parte dedicata alle mie poesie, che saranno lette da un’attrice.

Oltre a “La bella che è addormentata” hai scritto anche altri libri, come “Radio Waldanger” e “Una voce dal nulla” …

Sì, “La bella che è addormentata” è il mio terzo e penultimo libro. L’ultimo, pubblicato a dicembre, è un romanzo storico: “Dal Vangelo secondo me”.

La tua produzione musicale sembrerebbe essere fortemente influenzata dall’universo letterario. È così?

Sì, attingo quasi tutto dalla letteratura, oltre che, ovviamente, dalle mie esperienze personali. Mi ispiro soprattutto ad autori francesi, dai poeti maledetti ai decadentisti. Esiste, dunque, un legame forte fra musica e letteratura sia ne “La fabbrica degli uomini”, che nel mio primo disco ( “Il tempo degli assassini” ndr) dove, ad esempio, c’è una ballata, “Il vino dell’assassino”, ispirata a Baudelaire.

Ci hai parlato dei tuoi punti di riferimento letterari, quali sono, invece, quelli musicali?

Sicuramente chansonnier francesi, da Brassens  a Leo Ferrè. E poi De Andrè, Guccini…

Nel 2013 il videoclip di un tuo brano, “Il lupo”, già vincitore del premio Hard Rock Cafè, è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia. Parlaci di questa esperienza.

Al di là dei vari premi e della relativa soddisfazione, ciò che per me è stato importante è l’aver realizzato un videoclip a basso costo, ma stando con dei lupi veri, girando a -9 con l’attrice che camminava a piedi nudi nella neve…  È stata la dimostrazione che non sempre i soldi realizzano tutto, ma che anche con la sola creatività si può fare molto. Anche se è solo un’eccezione …

Speriamo ce ne siano molte altre! Hai avuto la fortuna di poter lavorare con il grande Claudio Lolli: cosa ci racconti di questa collaborazione?

Claudio è innanzitutto un amico! Io l’ho scoperto ascoltando un vinile, comprato in un mercatino a Roma. Per me era un mito e, poi, ho avuto la possibilità di suonarci insieme, di farci un tour. Ha anche scritto una canzone per me, “Il Grande freddo”, contenuta nel mio secondo disco. È stato davvero molto emozionante.

Claudio è un grande artista e colui che mi è più vicino a livello di “sentimenti”.

Parliamo ora del progetto degli “Ucroniutopia”. In cosa consiste?

Ucroniutopia è qualcosa che non esiste, ma esiste. Il nome viene da due parole greche “ucronìa”, senza tempo, e “utopia”, senza luogo, e racconta di un’isola felice, di un mondo utopico da costruire insieme con le emozioni di chi crede nei sogni, di chi vuole fare un percorso diverso da coloro che pensano che vivere sia soltanto godere dei beni materiali e non si fanno domande.

Il progetto è nato nel 2009 e spero vada avanti. Il sogno è quello che “Ucroniutopia” possa materializzarsi in un eco villaggio.

Molti dei tuoi brani sembrano essere connotati da una forte vena critica verso l’attuale società. Ti proponi di fare una musica di protesta e denuncia?

La musica riflette la società, quindi se la società non è un granché non può esserlo la musica. Questo è un paese in cui ci si lagna tanto, ma non si alza la testa. Dunque se fai musica di “protesta”, in cui cerchi di dare degli input di riflessione, difficilmente emergi, mentre se fai musica da “laboratorio”, da “fabbrica di uomini”, dove le tematiche sono sempre le stesse, sì, anche se ne abbiamo abbastanza da cinquant’anni a questa parte. Io ho scelto la zappa sui piedi.

Un’ultima curiosità: il tuo timbro vocale è straordinariamente simile a quello di Rino Gaetano!

Ti ringrazio! Sì, me l’hanno detto e ho anche vinto un concorso nazionale con una canzone di Rino Gaetano (“Il cielo è sempre più blu” ndr) e faccio ancora qualche serata di sue cover. È un artista particolare e soprattutto originale, che è stato riscoperto, guarda caso, dopo la sua morte. Questa sua originalità e la sua ironia tagliente mi hanno molto colpito…Di maestri ne ho, dunque, tanti, ma  cerco comunque di dare una mia impronta personale.

 

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