A poco più di due anni dall’uscita del loro primo disco “Nessuno si senta offeso”, Sabba & gli Incensurabili tornano con un nuovo lavoro, prodotto da Full Heads, dal titolo “Sogno e son fesso”. L’album, che si pone sulla scia del precedente per i toni irriverenti e sarcastici dei testi, per le sonorità ricercate, fresche ma non banali, nonché per uno spiccato senso della teatralità del frontman “Sabba”, tende per sua natura a distinguersi all’interno di tutto il panorama musicale italiano. Durante l’ascolto, l’atmosfera cambia di traccia in traccia: dalle eleganti e variopinte ambientazioni  di  “Valzer senza peso”, raffinata ed elegante ballad d’amore, si passa alla decisa e spregiudicata “Bang!”, puro ed energico Swing ‘n’ Roll, fino ad arrivare alla cabarettistica “Le parole sono importanti!”, evidente critica alla superficialità naif e radical chic della maggioranza delle persone che ci circondano. Tuttavia, la grande sensibilità  e la poliedricità del gruppo è tutta condensata nella rielaborazione di “Basta che mi vuoi”, celebre brano degli Showmen: non è esagerato parlarne come di un perla che riluce dell’intimità creata dal suono delle chitarre, della graffiante voce di Salvatore Lampitelli, dei fiati che omaggiano i maestri Osanna e Senese, della forte e discreta profondità di basso e batteria, e che ci restituisce emozioni legate ad una musica italiana d’altri tempi  di cui siamo ancora debitori. Il forte riscontro di pubblico di cui godono questi cinque ragazzi napoletani è da ricercarsi, tuttavia, altrove. Non c’è solo bravura musicale, forte presenza scenica, puntualità testuale, il vero punto di forza della band è senza dubbio la loro personale capacità di esprimere nelle canzoni il mondo che celano in sé stessi. Ed è così che ogni loro canzone diventa un’esplosione di vitalità che cattura l’ascoltatore e lo trascina nelle costellazioni di esperienze, pensieri, delusioni, amarezze, gioie, ricordi, aneddoti che hanno segnato la vita di questi giovani artisti. Tutto “Sogno e son fesso” è un continuo gioco a tracciare linee immaginarie per unire le piccole stelle che formano queste costellazioni; e alla fine, dopo aver capito chi sono Sabba & gli incensurabili, ci si ritrova ad unire anche le proprie di stelle, in altrettante costellazioni, ed è un sollievo non sapersi poi così soli.

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