Lorenzo il MagnificoIL CERCHIO…- Raramente il concetto di perfezione può essere applicato ad una manifestazione prodotta dal lavoro dell’uomo, dalle sue mani insomma, o ancor di più dai suoi piedi. Capita ancora più di rado che la perfezione diventi un concetto generale, una sorta di epidemia che si espande tra i diversi individui della stessa società, in modo da diventare il carattere comune dell’intero campione (parola non scelta a caso) preso in analisi.

… AL QUADRATO! – Non è una bestemmia: il Napoli è stato perfetto contro il Milan – checché sostenga il puntiglioso Maurizio Sarri – questa squadra gioca un calcio superiore alla bellezza estrema. Magari dall’alto della sua somma onestà intellettuale, il tecnico lo riconosce ma il timore che i suoi si montino la testa è troppo forte. Non sono tanto i gol fatti che destano stupore, né tantomeno il numero di quelli subiti (1 in 6 partite) a far stropicciare gli occhi ai tifosi: si guardi piuttosto al modo in cui gli azzurri lottano e si aiutano, sbagliano ma si ringraziano. Hanno i volti distesi, anche se arriva lo svarione o se sotto porta si conclude in malo modo quando il passaggio ad un compagno sarebbe più morbido e preferibile. Il Napoli ha cambiato identità e lo si evince chiaramente dagli abbracci che accompagnano l’uscita di scena del numero 7, del 24, del 2, di tutti insomma. C’è finalmente un gruppo a fare da spina dorsale alla squadra.

NOTTE INSONNE (NOTTE INSIGNE)- E la squadra gira, eccome se gira: chiedetelo ai malcapitati Ely e Zapata se il Napoli là davanti gioca bene. I due poveri difensori centrali rossoneri hanno sofferto una lunghissima serata di incubi grazie a Insigne e soci, messi in risalto in maniera sublime dal cambio modulo di Sarri. Il 4-3-3 è stata la chiave di volta che ha restituito, o forse, donato per la prima volta, la perfezione alla squadra.  

[ TESTIMONE OCULARE/SPETTATORE NON PAGANTE – Allo stesso modo, possiamo avvicinare Montolivo per raccogliere le sue impressioni sul match, anche se dalla panchina la concezione che si ha di una partita è diversa. Cosa? Montolivo era in campo? Strano, sembrava il contrario.]

LA FIERA DEL GOL – “Povero Diavolo, che pena mi fa”, avrà pensato Insigne al rumore del pallone che entra in rete nell’occasione del suo secondo gol personale, quello dello 0-3 che ha chiuso i giochi. Il ragazzo di Frattamaggiore ha disegnato un quadro lungo 73 minuti alla “Scala” del Calcio per eccellenza, dimostrando ai suoi precedenti allenatori (Benitez in pole), che renderlo libero di agire più vicino alla porta, non è che poi fosse questa idea così malvagia. Lorenzo, detto ora definitivamente “Il Magnifico”, si è reso protagonista dell’assist da biliardo per Allan (ora è ufficiale: Allan porta con sé il dono dell’ubiquità) che ha aperto le danze al 13’, e regalato una perla per i filmati che mostreremo orgogliosi ai nostri nipotini, in occasione della rete del raddoppio arrivato con il suo marchio di fabbrica, il tiro a giro sul palo lungo, dopo una combinazione fantascientifica con Higuain.

[ DANCING IN THE MOONLIGHT – A proposito, ma il Pipita? Purtroppo per lui oggi la casella “gol” è rimasta vuota, anche se ha dimostrato una caratteristica che solo i Supereroi avevano sfoggiato: Higuain è riuscito, con il solo sguardo, a mettere paura ad Ely (chi?) che poi ha insaccato nella sua stessa porta. E poi, quell’assist a Insigne? E lo stop glicemico del primo tempo? Arte in movimento.]

FO(U)RMIDABLE. Il Napoli cala il poker sui rossoneri e si iscrive ufficialmente alla corsa scud…, scude…, insomma quella cosa lì. La scaramanzia è la più grande compagna di vita di ogni autentico napoletano che si rispetti, quindi difficilmente se ne sentirà parlare apertamente. Ma una cosa è certa: questa squadra è da prendere e mostrare nelle accademie dove si studia il calcio. O forse in una mostra. Magari, un giorno a qualcuno verrà questa folle idea (forse già ci hanno pensato i qatarioti per il 2022), di una Esposizione Universale del Calcio. A 13 chilometri dal  Meazza, salendo in direzione nord, c’è quella famosa famosa famosa sul cibo: forse i calciatori del Napoli, confusi dal clima nordico, credevano di essere lì, in bella vista di fronte ai milioni di visitatori di Expo.

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