Stampa 3D e sociale: la tecnologia in grado di abbattere le barriere, per ora nel mondo canino

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Carrozzina per cani disabili in 3D
Carrozzina per cani disabili in 3D

Inutile dilungarsi sulla tecnologia che negli ultimi due anni si è imposta prepotentemente nell’universo dei makers attirando sempre più interessi da parte di società e addirittura multinazionali. In breve se eravamo abituati alle normali stampanti che non “riponevano” con aghi o con laser inchiostro su un foglio bidimensionale, con la stampa 3D abbiamo abbattuto il muro delle due dimensioni e ora siamo capaci, con poco più di 500 euro, di poter “stampare” oggetti tridimensionali disegnati con semplici programmi di cad. Infatti la stampante non fa altro che depositare, strato per strato, della plastica sintetica (PLA o ABS per il momento) ricreando così l’oggetto desiderato. Insomma, con questo gioiellino possiamo fabbricarci di tutto. Inoltre il materiale plastico, essendo molto resistente, si presta ad innumerevoli usi e nel nostro caso abbiamo provato a ricreare una carrozzina per cagnolini disabili. Siamo andati a trovare i ragazzi del Fablab Olivetti di Succivo per osservare in prima persona la realizzazione di un oggetto che, nonostante la sua semplicità, è proposto sul mercato a prezzi spropositati. “Dopo i primi pezzi di prova, batrang e loghi vari, abbiamo deciso di provare a realizzare qualcosa di utile per la comunità”, spiega Antonio Fusco, indicando la stampante mentre realizza i pezzi della carrozzina. “La scelta è caduta per caso su uno dei progetti proposti dal sito www.thingiverse.com, da cui abbiamo preso i disegni 3D della protesi per cagnolini disabili”, continua il giovane maker. L’obiettivo di questa prova è quella di poter offrire alle numerose associazioni animaliste presenti sul territorio, e che certamente non navigano nell’oro, una valida alternativa alle costose protesi presenti sul mercato. Infatti in solo 12 ore di stampa è possibile ricreare una funzionale carrozzina, adattabile ad ogni stazza, il cui prezzo non supera i 50/60 euro, materiale e consumo della stampante inclusi. Ovviamente siamo ancora agli albori, ma è evidente quanto questa promettente tecnologia abbia consentito la riappropriazione degli strumenti di produzione: se prima erano necessari cospicui investimenti per realizzare anche il più semplice dei prodotti, oggi di fronte ad un computer e ad una stampa 3D appare obsoleta tutta la vecchia filiera della protrazione e anche della produzione. Se poi con questi strumenti riusciamo a donare dei sorrisi a chi è “rimasto indietro” come il cucciolo nella foto, vuol dire che effettivamente stiamo parlando di una rivoluzione industriale e culturale a tutti gli effetti.

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Giovanni Tuberosa è il Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

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