Lo scorso anno si è decretata la chiusura del Teatro Gelsomino di Afragola, evento che ha lasciato l’amaro in bocca a chi aveva creduto di dare spazio all’arte in città.
Il 21 maggio del 2016 sarà Gianluigi Osteri a partire da zero e a riprendere questo sogno che sembrava ormai perduto, inaugurando, dopo l’interruzione delle rassegne teatrali, l’unico posto afragolese che può vantare ben 27 anni di storia.

Vediamo meglio cosa ci riserverà il Teatro Gelsomino!

-Chi è Gianluigi Osteri? Ci racconti un po’ di lei.

A vent’anni credi la vita sia fatta di sfide da vincere, di situazioni che ti mettono continuamente alla prova ed è così che ho iniziato il mio lavoro. Animato da passione, dall’amore per la creatività, la comunicazione l’arte e il contatto umano ho iniziato a percorrere quella strada che ad oggi è parte essenziale della mia vita.
Tra i miei hobby preferiti ci sono i viaggi. I viaggi e la vita hanno molto in comune. Ogni terra inesplorata è come un bivio e lungo i bivi della vita si concentrano tutte le nostre scelte: proseguire dritto o deviare, conoscere o non conoscere…bèh la vita procede pressappoco allo stesso modo, ogni scelta è una nuova terra da scoprire e vivere con curiosità e spirito d’avventura.

-Come e perché nasce l’idea di far rivivere il teatro Gelsomino?

Quando la strada alle tue spalle è più lunga di quella che hai davanti vedi una cosa che non hai mai visto prima: la via che hai percorso. Dopo tante esperienze in questo campo, penso sia giunto il momento di impegnarmi anche per il mio paese, per la mia casa e per le persone che amo. Tengo molto ad Afragola, a questa città che continua a resistere nonostante le difficoltà quindi sono convinto che far rivivere il teatro Gelsomino significa dar vita alla cultura, significa far rinascere un luogo d’incontro e di scambio intellettuale specie in un contesto che per molti anni è stato sempre un punto di riferimento fondamentale per tutti gli afragolesi; Eduardo scriveva che il teatro «non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita» e se lo dice Eduardo…

-Qual è il progetto che si propone di realizzare e di portare avanti? Quali sono le novità che gli spettatori dovranno aspettarsi?

Le novità saranno moltissime. L’idea di base è quella di superare i confini che fino ad ora hanno contraddistinto le attività del teatro, inserendolo in un contesto che oltrepassando i limiti territoriali della nostra periferia guardi con interesse anche alla nostra provincia con attività innovative che siano più in linea con i programmi di confronto e crescita culturale. Sarà possibile anche consultare il sito www.teatrogelsomino.it continuamente aggiornato per conoscere nel dettaglio tutta la programmazione.

-Le scuole del territorio avranno ancora la possibilità di utilizzare il palco del teatro per mettere in scena spettacoli e rassegne?

Le scuole, come spesso ho dimostrato nel corso degli eventi organizzati dal gruppoGiangiAnimation e Gabbianella Club hanno un ruolo fondamentale. I bambini rappresentano il futuro del nostro paese quindi le attività che la mia gestione prevede di mettere in atto si aggiungono semplicemente alle precedenti, al fine di garantire sempre la piena partecipazione e il pieno coinvolgimento sociale.

-L’arte costituisce un’alternativa valida e concreta per i più giovani, soprattutto in un contesto sociale difficile come il nostro: cosa può offrire il teatro di Afragola a chi ha voglia di riscatto? Sono previsti programmi che renderanno partecipi i ragazzi?

Prevedo numerose attività per i giovani. Tra l’altro anche nel corso delle attività di ripristino del teatro, dell’inaugurazione di sabato 21 Maggio, il lavoro di molti giovani coinvolti nell’organizzazione è stato fondamentale. La vivacità, l’energia, la dinamicità saranno i pilastri di questa nuova gestione che sarà sempre pronta ad accogliere nuove proposte, sebbene ormai, per questioni legate ai miei dati anagrafici non faccia più parte di questa generazione di giovanissimi, ho in me il vivissimo ricordo di quel giovane ragazzo pieno di sogni e di fiducia. Sarà per questo che incoraggerò e favorirò sempre i giovani, soprattutto in un momento economico e sociale così complicato, qualcuno ha detto che ci vuole tempo per diventare giovani, io credo che sia esattamente così.

-Il teatro è stato da sempre motivo di orgoglio per la nostra città, eppure ha subito un abbandono generale: di chi è la colpa? Come possono, in questo caso, essere d’aiuto le istituzioni?

Io non parlerei di colpa. Le cose accadono, l’importante è correre ai ripari, agire, risolvere. Più che analizzarne i motivi voglio impegnarmi a raggiungere gli obiettivi e consolidarli nel corso nel tempo con l’aiuto delle istituzioni, cui sono grato per aver dato fiducia al mio progetto.

-Cosa si aspetta da questo sogno che sta prendendo forma ed è in procinto di realizzarsi?

Esattamente è un sogno, un sogno che prende vita e che mi vede e vedrà impegnato completamente in prima persona, insieme ovviamente a tutto lo Staff che sono felice di coordinare. Mi auguro di riuscire a far comprendere tutto questo, mi auguro davvero che ci sia partecipazione da parte di tutti affinché tutti possano sentirsi parte di un progetto o meglio di un luogo in cui la comunità possa riunirsi liberamente e condividere, in fondo la cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, diventa più grande.

La cittadinanza tutta è invitata a prendere parte all’evento che comincerà sabato alle ore 21.00 con la partecipazione del primo ospite, già annunciato, Peppe Iodice.

Buona fortuna, Gianluigi!

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