Sabato 11 aprile 2015, presso la parrocchia Sant’Antonio Abate di Casoria (NA), il clan/Fuoco “La Fenice” del gruppo Scout Afragola ha organizzato un convegno sulla Terra dei fuochi, che ha visto tra gli ospiti Maurizio Patriciello, Enzo Tosti, Toni Mira, il dottor Comella e Salvatore Iavarone.
Da Ilaria Alpi, giornalista ammazzata dopo aver scoperto il traffico dei rifiuti tossici in Somalia, all’ex boss pentito dei casalesi Carmine Schiavone, fino ad arrivare a “Terra Mia” di Pino Daniele, i ragazzi scout hanno portato questo ed altro in scena prima dell’inizio del dibattito, spiegando la nascita della Terra dei fuochi ed i rapporti che ci sono stati tra politica, imprenditoria e camorra a partire dal 1989. 
Maurizio Patriciello, parroco anti-camorra di Caivano, ha spiegato il motivo per cui ha sentito l’esigenza di cominciare la sua lotta per salvare la Campania Felix. Aria irrespirabile, morti di tumore di età giovanissima tutti provenienti dalle stesse zone e roghi tossici appiccati per lo più di notte, hanno portato il prete ad attivarsi in prima persona, andando a denunciare e chiedere aiuto ai sindaci, molti dei quali attualmente si trovano in galera. Maurizio Patriciello ha avvertito l’arretratezza dei responsabili politici, ogni volta che gli rispondevano di non poter risolvere il problema poiché i rifiuti venivano incendiati nei comuni vicini e non nel proprio. Eppure il fumo dei roghi da un comune arrivava all’altro, a respirare quell’aria e ad ammalarsi erano tutti. Sono tutti. Il parroco ha evidenziato il danno che il dramma ha portato anche all’agricoltura, ed al fatto che attualmente non abbiamo la certezza di quali siano i territori inquinati. “Abbiamo bisogno di persone che abbiano mani innocenti e cuore buono”, ha concluso padre Maurizio.
A prendere la parola è stato anche Enzo Tosti, portavoce Coordinamento Comitati Fuochi, che ha sostenuto il passo in avanti fatto grazie alla legge approvata in Parlamento sul fenomeno “Terra dei fuochi”, il cui termine fu coniato da Legambiente nel 2003. Tosti ha spiegato che il vero business è sempre stato lo smaltimento dei rifiuti tossici e non il cosiddetto “sacchetto della nonna”, cioè il rifiuto urbano, la cui emergenza fu creata solo per coprire il dramma attuale. Il ricordo poi alle 100.000 persone scese in piazza per dire no alla camorra e al biocidio in occasione della manifestazione #fiumeinpiena.
In seguito è intervenuto Toni Mira, caporedattore di “Avvenire”, che da sempre ha scritto sul suo giornale le verità segregate dallo Stato: “Non si poteva non vedere – ha detto – ma si faceva finta di non vedere”. Solo nel 2012 tutti hanno cominciato a sapere, eppure da vent’anni c’era già chi raccontava. Forse c’era  bisogno di un eroe, di una figura come Maurizio Patriciello. E c’è bisogno oggi, ha spiegato Toni Mira, di persone come Renato Natale, attuale sindaco anti-camorra di Casal di Principe, membro di Libera e fondatore del Comitato Don Peppe Diana.  
Il dottor Comella, assieme ad altri dottori come Antonio Marfella, da anni è attivo per trovare il nesso tra malattie e Terra dei fuochi, visto l’incremento dei tumori negli ultimi anni nel cosiddetto “triangolo della morte” tra Napoli e Caserta.
Infine Salvatore Iavarone, assessore al comune di Afragola, ha chiuso il dibattito dando conferma della sua lotta politica che ogni giorno affronta con forza ,e lanciando un messaggio di speranza ai giovani lì presenti, al futuro che può essere cambiato, anche se ci dicono che non è possibile farlo.
La domanda del convegno è stata: “Dov’è finita la nostra Campania Felix?” La risposta è: “la Campania Felix si trova dentro ogni singola persona che ogni giorno combatte per farla vivere di nuovo”.

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