Negli ultimi anni, nel mondo videoludico, sono stati davvero pochi i titoli che hanno appassionato la maggior parte dei giocatori, occasionali o abituali. Il motivo di questo problema è dato dalla totale mancanza d’innovazione, originalità, per non dire della ripetività delle scelte stilistiche, oltre ad un gravissimo esproprio dei titoli famosi.

Facciamo un rapido esempio: un Assasin’s Creed è divenuto col tempo un vero marchio di fabbrica iper abusato dai produttori, che lo hanno reso un mero strumento da merchandising. Inoltre, dal terzo episodio della saga non hanno fatto altro che usare lo stesso gameplay, lo stesso stile di gioco, una narrazione ripetitiva e monca ma, nonostante un comparto grafico sempre ad ottimi livelli, l’opera col tempo ha tradito le originarie aspettative, diventando sempre meno stealth e, in generale, offrendo sempre meno sul piano dell’intrattenimento, a chi impugna il joypad e spende i gloriosi 60€.

Ma tranquilli! Ci sono anche produttori che pensano prima a cosa vuole il videogiocatore e non solo a quanto vogliono incassare con il loro “giocattolino”. Abbiamo avuto in questi anni dei veri e propri “mostri”, del calibro di The Last Of Us o la saga dei Souls.

I ragazzi della Ready At Dawn (produttori dei God Of War per PSP) hanno ben pensato di sfornare un titolo per la Sony, con delle video-anteprime che mostravano un titolo con una grafica mozzafiato e un gameplay “third person shooter” innovativo. Ebbene, ci troviamo di fronte ad un titolo che ha fatto rabbrividire la maggior parte dei videogiocatori di tutto il mondo. Iniziamo ora a capire di che stiamo parlando.

TRAMA

Grayson Sir Galahad è un giustiziere, membro di un’organizzazione chiamata l’Ordine, creata da Re Artù in persona. Questi hanno il compito di proteggere Londra da un inaspettato attacco di licantropi. Le bestie si rivelano troppo potenti, finché i cavalieri dell’Ordine non entrano in contatto con una sostanza misteriosa, chiamata Black Water, in grado di rigenerare ferite e rallentare il processo d’invecchiamento, dando così la possibilità ai cavalieri di vivere per secoli e combattere ad armi pari contro quelli che sono definiti i “mezzo sangue”. Sorprende, durante lo svolgimento della narrazione, la comparsa di nomi noti a livello storico, tra i quali Nikola Tesla e Jack lo Squartatore, in una rivisitazione della cultura moderna che non risparmia neppure la letteratura di Charles Dickens e il ciclo bretone di Re Artù.

COMPARTO GRAFICO/TECNICO e SONORO

Il primo brivido lo percepiamo quando mettiamo “nuova partita”. Si fanno notare  l’eccezionale grafica, per la quale sono state usate tecniche di altissimo pregio per un gioco che raggiunge 30 fps puliti (fotogrammi al secondo)ed un’eccellente riduzione di disturbi grafici dovuti dall’antialiasing. Le espressioni facciali sono molto più dettagliate e l’ utilizzo delle luci è eccellente. Il gioco gira in full HD 1080p, con una risoluzione di 1920×800 pixel.

Colonna sonora di alto livello, composta da Jason Graves, già celebre per gli effetti sonori di Dead SpaceF.E.A.R. e il non meno importante Tomb Raider. Un sonoro dettagliato che accompagna ogni scena senza perdere mai il ritmo.

GAMEPLAY/LONGEVITA’

Il secondo brivido è quello più inquietante, dai risvolti più ambigui. Abbiamo tra le mani una Ferrari senza motore! Il gioco ha una durata massima di 7 ore (6 se si decide di saltare i filmati). Uno shooter che non ha innovazione nel gameplay: configurazione di tasti quasi identica al glorioso Gears Of War. Un ritmo incredibilmente lento e pieno di QTE, quick time event (interazioni durante i filmati di gioco) che interrompono, in questo caso drasticamente, l’andamento del gameplay, oltre a rallentare il ritmo di una storia che, presa singolarmente, arriva solamente a 2 ore circa. Nel complesso, è un’opera di una facilità impressionante: le soluzioni adottate per superare le “boss fight” sono imbarazzanti per un giocatore professionista e le fasi stealth possono essere pervase da un senso di staticità. Totale mancanza del multigiocatore e un finale che distrugge ogni attesa. Tegole che possono minare seriamente, a gioco concluso, il desiderio di ricominciarlo.

IN POCHE PAROLE…

I ragazzi della Ready at Dawn sono andati ben lontani dalle aspettative dei giocatori, ci hanno donato una gioia per gli occhi e per le orecchie, ma un tremendo pugno nello stomaco per tutto il resto. Produrre un titolo per una console nextgen non vuol dire offrire ai giocatori solo animazioni, grafica e sonoro hollywoodiani. Per quello c’è il cinema! Le innovazioni nel mondo videoludico devono puntare principalmente alle emozioni, ma questo titolo, per quello che vale, ne offre ben poche.

Terzo brivido: preparatevi a qualcosa che dimenticherete ben presto sui vostri scaffali.

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