Questa settimana “On the road” ha un ospite speciale: il più grande investigatore di tutti i tempi, Sherlock Holmes! La prima delle sue avventure letterarie, “Uno studio in rosso”, ci porterà fino in America, sulle orme dei mormoni che fondarono la cittadina di Salt Lake City. Sir Arthur Conan Doyle, creatore del celeberrimo detective, intreccia abilmente le fila di una vicenda di sangue che, da Londra, ci condurrà fino al deserto del Colorado, lungo le piste dei cercatori d’oro.

Da Social, come sempre, buona lettura e buon viaggio!

“Nella parte centrale del grande continente americano si stende un brullo e squallido deserto che, per anni e anni, ha costituito una barriera contro l’avanza mento della civiltà. Dalla Sierra Nevada al Nebraska e dal fiume Yellowstone al nord, al Colorado al sud, regnano, in tutta la zona, la desolazione e il silenzio. Né la natura si presenta sotto un aspetto uniforme, in quell’impervia regione. Ci sono montagne altissime incappucciate di neve e valli profonde e tenebrose. Ci sono fiumi impetuosi che balzano attraverso gli abissi dei canyon e, ancora, sconfinate pianure, bianche di neve nell’inverno e grigie di arida sabbia nell’estate. Dovunque, però, prevale la caratteristica comune di una terra miserabile, nuda, inospitale. Non ci sono abitanti in quel paese della disperazione. Accade talvolta che un’orda di indiani lo attraversi per raggiungere altre zone di caccia, ma anche i piú ardimentosi si rallegrano quando possono perder di vista quelle orrende pianure e ritrovarsi nelle loro praterie. Il lupo delle praterie si aggira tra i radi cespugli, il nibbio solca l’aria col suo volo minaccioso e l’orso bruno esplora i profondi crepacci in cerca di cibo. Quelli sono gli unici abitanti del deserto. In tutto il mondo, non esiste panorama piú squallido di quello che si osserva dalle pendici settentrionali della Sierra Blanca. A perdita d’occhio, si estende un’arida pianura la cui uniformità è rotta soltanto da qualche raro cespuglio nano. All’estremo limite dell’orizzonte si eleva una lunga catena di picchi montani la cui neve ammanta le cime frastagliate. In quella immensità non vi è traccia di vita, né nulla che abbia attinenza alla vita. Non vi sono uccelli nel cielo color dell’acciaio, nulla si muove sulla terra grigia e brulla… e soprattutto, regna dovunque il silenzio. Per quanto si tenda l’orecchio, non un suono rompe la quiete del deserto. Il silenzio è assoluto e opprimente. Si è detto che in quell’immensa pianura non c’è nulla che abbia attinenza alla vita, ma forse non è esatto. Guardando in giú dalla Sierra Blanca, si vede una pista seguita attraverso il deserto, una pista tortuosa che si perde in distanza. Quella pista reca le tracce di ruote nonché le orme di molti avventurieri. Qua e là, sono sparpagliati degli oggetti bianchi che luccicano al sole e spiccano sul cupo colore della sabbia. Sono ossa: alcune di grandi dimensioni, altre piú piccole e delicate. Le prime sono appartenute a bovini, le altre a esseri umani. Per millecinquecento miglia si può seguire quella macabra pista da carovane, segnata dai resti dei caduti. (…)”

(da Sherlock Holmes-Uno studio in rosso)

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