Violenza,

sbuffo petulante del mattino,                                                         

insorgenza che diventa preghiera,

12255206 10207673693151360 920556252 o

pallore il cui grumo sanguigno è attesa,

confidenza che non conosce lingua alcuna,

ricordo di una catarsi che ostenta, verità

su verità, un’incontenibile sete di violenza.

Ti supplico, violenza.

Violenza,

stomachevole rifiuto di un ventre materno,

sentenza di solitudine atavica che

si spegne e si accende in un gelido abbraccio

che mai amore ha conosciuto,

una domanda eterna senza risposta,

pretesa di confutare Dio.

 

Ti supplico, violenza.

Violenza,

feroce e innocente verginità al Potere,

distruzione di coscienze che non conosce fine,

totalitario e criminoso uso della verità,

arbitraria escatologia quotidiana della menzogna,

canto di un servo pastore che è la tua vita,

cane drogato non più fedele al padrone.

 

Ti supplico, violenza.

Violenza,

sangue versato a concime sul mondo,

soffio che spazza via il cuore,

vociare brulicante e servizievole di voglie infeconde,

deserto popolato da ombre,

frenetico e schizofrenico moto di queste onde,

atomica devastazione.

 

Ti supplico, violenza.

Violenza,

invereconda bastarda mai nata,

padrona senza sesso di figli non più uomini,

antropofaga al macello di figli non più padri,

corpo di donna gemente e muto,

contadina che semina carestia a roghi,

apocalisse restauratrice di sogni abortiti.

 

Ti supplico, violenza.

Violenza,

potere che non ha nome,

potere che non ha corpo,

potere calmo e intimo,

potere bruto e dolce,

potere della lingua,

potere della memoria.

 

Ti supplico, violenza.

Violenza,

senza madre forgi il presente,

senza madre decidi il futuro,

senza madre ti distingui,

senza madre sei nata,

senza madre non sogni.

 

Ti supplico, violenza.

Violenza,

Potere madre e padre,

ermafrodita abulica,

senza passato

sconquassi pur se non vogliamo,

sconquassi pur se non crediamo,

aria che respiriamo come cadaveri.

 

Ti supplico, violenza.

Violenza,

volgo a te un accorato grido

che mai ascolti;

l’aria è tersa,

il brunire del mondo è poesia,

mi faccio elitaria presenza,

credendolo un ingenuo amore.

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