Emily Dickinson o più precisamente Emily Elizabeth Dickinson nacque il 10 Dicembre del 1830 ad Amherst nel Massachusetts. Figlia di un avvocato e di una donna molto fragile, ebbe un’educazione completa e fortemente legata alle tradizioni puritane. Frequentò la Amherst Academy e successivamente si iscrisse alle scuole superiori di South Hadley che ben presto abbandonò per ritornare presso il nucleo familiare. Nel fiore della giovinezza decise di isolarsi nella sua stanza e di condurre una vita appartata; le ragioni per cui ella volle vivere in solitudine ancora oggi non sono del tutto chiare. La Dickinson si estraniò completamente dal mondo, s’immerse nello studio e si dedicò alla lettura dei suoi autori preferiti: William Shakespeare, John Keats ed Emily Brontë. Fu molto lontana dagli ideali e dalle consuetudini della sua epoca: non si sposò (ma questo non esclude che abbia avuto qualche amore), rifiutò di professare la religione che le venne imposta dalla famiglia e di inseguire frivolezze. Il suo pensiero fu influenzato dalla filosofia trascendentale di Emerson. La poetessa statunitense non ebbe molte amicizie; i pochi rapporti che strinse furono intensi e relativi al suo esercizio poetico. Infatti, nel 1862 decise di mettersi alla prova inviando quattro poesie a un critico dell’«Atlantic Monthly», che rimase stupefatto dalla novità dei suoi versi e li giudicò molto positivamente. Emily morì di nefrite ad Amherst il 15 Maggio del 1886; compose 1775 poesie di cui solamente 7 furono pubblicate quando l’autrice era ancora in vita. Le sue liriche presentano temi impegnativi come la natura, la sfera metafisica, l’esistenza e la morte.
Maggior prestigio le hanno conferito i suoi versi d’amore, un sentimento limpido e delicato raccontato sotto ogni sfaccettatura. Il suo realismo alternato ad una velata ironia, la conoscenza del mondo esterno nonostante non abbia mai varcato la soglia della sua stanza e la schiettezza contraddistinguono i suoi capolavori.
È stupefacente, ci dà l’impressione di aver girato il mondo come una forsennata anche se non è stato così. Ancora, fu una poetessa semplice, ma mai scontata. A questo proposito, ecco qui alcune sue poesie che sicuramente vi lasceranno senza parole.

*Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.

*Chi è amato non conosce morte,
perché l’amore è immortalità,
o meglio, è sostanza divina.
Chi ama non conosce morte,
perché l’amore fa rinascere la vita
nella divinità.

*I mattini sono più miti di com’erano –
Le noci stanno diventando marroni –
La guancia della bacca è più paffuta –
La Rosa è fuori città.
L’Acero indossa una sciarpa più gaia –
Il campo una veste scarlatta –
Per non essere fuori moda
Mi metterò un ciondolo.

Belle vero? Noi di Social vi invitiamo a leggere una poesia della romantica Emily al giorno con l’intento di alleviare e rendere le vostre giornate più dolci, con il subentrare della fredda stagione, magari mentre prendete una bevanda calda.

Ah, dimenticavamo di svelarvi un piccolo gossip letterario: la Dickinson vestiva sempre di bianco e, infatti, i suoi compaesani la chiamavano “bambola di porcellana” o “la zitella vestita di bianco”.

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