Oggi è stato ammazzato Gennaro Fittipaldi, un pregiudicato di soli ventiquattro anni, a Porta di Massa, di fronte all’Università di Giurisprudenza della Federico II.
Un giorno sparano all’impazzata a Mezzocannone, strada piena di studenti, un altro viene commesso un omicidio fuori ad una sede universitaria. I fatti sembrano svolgersi nella normalità, le notizie ormai non fanno più così tanto scalpore. L’illegalità e la camorra sono parte integrante di Napoli, e quindi avere paura di svegliarsi la mattina per andare a studiare nella propria città, diviene un fatto legittimo. Tanto Napoli è questa. E lo capisci solo quando viene sparato in testa un essere umano a soli due passi da te. Oggi ci è andata bene. Nessun passante è rimasto ferito. Solo la vita spezzata di un ragazzo che forse se l’è cercata, per cui “che ce ne fotte a noi”? Sono cose loro. Tanto si ammazzano tra loro, ma si ammazzano davanti a noi però. Oggi è morto solo uno. E domani? Chi ci assicura che non ci sia un altro agguato, fuori ad un’altra sede, e per caso un proiettile colpisca qualcuno?

Nella campagna elettorale di questi giorni tutti si propongono di voler cambiare la regione Campania, la vogliono rendere più sicura, magari proprio con l’aiuto delle stesse persone che se ne vanno in giro ad uccidere la gente.

Il sindaco Luigi de Magistris ha detto:”Chiedo al Governo di non tagliare risorse perché la sicurezza è fatta anche di risorse economiche. Ci vogliono più uomini e risorse”. Ma lo Stato questo non lo sa, non sa che oggi è stata messa a rischio la vita degli studenti di Lettere e di Giursprudenza.

Senza sicurezza alcuna, senza denaro da investire per i giovani. Siamo noi e la paura di uscire di casa. Siamo gli slogan dei manifesti elettorali affissi abusivamente in ogni luogo e qualche colpo di pistola lasciato a terra. Siamo noi stato e siamo noi camorra. Siamo tutti salvi, almeno per oggi. Tutti tranne Gennaro Fittipaldi. Oggi nessuno parla. Nessun candidato alle regionali ha speso una parola a riguardo. Oggi ancora una volta davanti alla camorra: silenzio.

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