Come se la carne, maciullata,
combattesse tra fauci di cani.
Come se l’aria, appesantita,
rendesse lento e stanco il passo.
Come se il sole, pallido e tisico,
avesse raggi e non più calore.
Come se mancasse la cosa più preziosa.

Prenditi la luce delle stelle, 
ruba la notte al cielo, il giorno al mondo,
non fermarti alle case, 
agli alberi, alle foreste, 
siano tue prede tutte le città,
i monti, i laghi e i fiumi, 
e poi via le capitali tutte, gli stati, le nazioni,
i corrotti e i prepotenti – anzi no, uomini e donne,
il loro sesso e i loro amori,
tutte le civiltà e ogni forma vivente,
ogni legge e morale, 
i continenti e poi le acque di sopra e di sotto,
né inferno, né paradiso,
né il bene di Dio, né Dio. 

La realtà, prenditi anche quella.
Niente, nemmeno l’invisibile agli occhi deve restare.
Tutto sia incolore, inodore, inanimato:
via il tutto e che il nulla resti, come nulla è importante 
quanto la cosa più preziosa:
un bacio.

 

Alla mia C.

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