candrevaTutto quello che non vorremmo commentare, è accaduto nei 180 minuti del doppio confronto tra Italia e Croazia, valido per l’accesso all’Europeo che si giocherà in Francia la prossima estate. A San Siro ci eravamo lasciati con un mare di polemiche dovuto al comportamento, poco consono ad un incontro di calcio, tenuto dai supporter croati arrivati in Italia con la voglia di creare problemi: prima i cori inneggianti a Pavelic, poi la tempesta di fumogeni e di petardi che spaventò il regolare andamento del match, rovinarono una bella serata di Calcio. E quindi per la gara di ieri la UEFA aveva deciso per lo svolgimento a porte chiuse. Per chi ama lo sport, è sempre brutto non godersi lo spettacolo di un pubblico che esulta, della partecipazione calorosa dei tifosi che accorrono allo stadio per spingere i propri beniamini. Ma è la regola, e chi sbaglia deve pagare. Sembrava andare tutto liscio allo stadio Poljud, finché non ci si è accorti che l’inaspettato era ormai accaduto: sul terreno di gioco si è intravista una svastica disegnata ad hoc dalla pettinatura dell’erba, e quindi pensata e realizzata ad arte con la complicità di qualche addetto alla manutenzione del campo. Beh, credevamo che a tutto ci fosse un limite, ma la realtà ha davvero superato la più triste fantasia (o patologia). Al di là del misfatto, rispetto allo scorso novembre si è vista una gran bella Italia, orgogliosa e spavalda, in perfetto stile Conte. C’e tanto della mano dell’ex tecnico della Juve nel gruppo azzurro che cresce uscita dopo uscita, c’è un programma ben pianificato e definito, ma anche tanta rivoluzione nel modulo e nel modo di concepire gli spazi in campo. Nonostante il processo di crescita, ce la mettiamo tutta da parte nostra per complicarci la vita: al 6’ minuto Astori atterra ingenuamente Srna in area di rigore. Sul dischetto si presenta (Super)Mario Mandzukic, ma Buffon ci tiene a galla con un intervento prodigioso, proprio lui che ancora pensava all’errore nella partita di novembre che ci costò il pari. L’Italia è viva e non si disunisce, anzi, prova a spingersi avanti con la grande mole di gioco sulle fasce degli uomini più in forma, Candreva da una parte ed El Shaarawy dall’altra. Proprio su questo asse si sviluppa la prima vera azione gol azzurra: dalla sua fascia di competenza il giocatore della Lazio lascia partire un cross basso che attraversa tutto l’arco dei 16 metri, dall’altra parte arriva di gran carriera il Faraone che trafigge Subasic. Il milanista torna al gol dopo mesi difficili e tutto il gruppo è in festa. Ma il guardialinee rileva (o meglio, si inventa) un fuorigioco inesistente. Mentre gli azzurri in campo reclamano, la Croazia ne approfitta per far ripartire un contropiede sul quale Mandzukic si fa perdonare dell’errore dagli 11 metri e batte Buffon. Che beffa per l’Italia, passata in un minuto dalla gioia alla rabbia. Questa Nazionale ha carattere da vendere e ritorna ad imbastire azioni offensive. Al 35’ su una punizione battuta da Pirlo, l’attaccante dell’Atletico Madrid assurge ancora una volta a protagonista della serata. Negativo, per nostra fortuna, per una stoppata di mano in stile NBA su un tentativo di colpo di testa di Pellè. Sul dischetto ci va Candreva, che realizza con un cucchiaio delizioso, diventato ormai un suo marchio di fabbrica. L’Italia ci prova ancora a portare i 3 punti in patria e sfiora il sorpasso con un’occasione clamorosa di Parolo, il quale al 70’ spara a salve dall’interno dell’area di rigore dopo una bella sponda del Faraone. Le squadre combattono molto nel cerchio del centrocampo ma alla fine si accontentano del pareggio. E’ comunque un risultato positivo per entrambe le formazioni: la Croazia mantiene infatti la prima posizione con l’Italia stabilmente seconda grazie anche al mezzo passo falso della terza, la Norvegia, che viene fermata sul pari dagli azeri. Da quaggiù già scorgiamo un pezzo di terra francese sperando di poterci approdare, la prossima estate, con la voglia di scrivere la storia.

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