Si conclude alla grande la settimana del Napoli: dopo la fondamentale vittoria sulla Lazio e quella in Coppa Italia contro l’Udinese, ecco il terzo successo di fila col Genoa. Un risultato ottenuto, questo, non convincendo a pieno (troppi sono stati infatti gli svarioni difensivi e le imperfezioni per parlare di gara perfetta) ma i tre punti non dovevano sfuggire alla compagine partenopea. Pronti, via, e subito una sorpresa, con mister Benitez che preferisce ancora De Guzman a Mertens, schierando la propria formazione con un 4-2-3-1 pronto a divenire 4-4-2 in fase di non possesso. Il Genoa, invece, si presenta con un fumoso 3-4-3 dagli automatismi a dir poco mal collaudati. Il primo tempo è interamente di marca napoletana: difesa alta, pressing a tutto campo e giocate individuali portano subito i loro frutti, con Higuain già in gol, dopo soli otto minuti, approfittando di una goffa respinta di Perin su tiro di Callejon. Tranne un’incursione in area napoletana di Iago Falque al 9’, sono ancora i partenopei a dilagare con ficcanti passaggi verticali e lungo le fasce, tali da far sbandare paurosamente l’imbarazzante difesa genoana (con i due esterni Antonelli ed Edenilsontroppo sbilanciati in avanti). Con queste soluzioni il Napoli arriva pericolosamente al tiro con De Guzman (23’), Hamsik (29’) e ancora De Guzman che, con un pallonetto pretenziosoma obbligato, al 37’ manda alle ortiche un ricamo sulla trequarti di MarekiaroHamsik, benimbeccato da un sontuoso Higuain. L’occasione di Bertolacci al 39’ è l’ultimo squillo di un primo tempo intenso. Alla ripresa delle ostilità, Inler, però, scompare dai radar di gioco, e con lui il centrocampo del Napoli: dopo un miracoloso salvataggio sulla linea di Burdisso su De Guzman, lo svizzero prima regala palla a Bertolacci, che al 49’ conclude a salve verso la porta di Rafael, e poi consente a Iago Falque di siglare indisturbato il pareggio al 55’. Le squadre si allungano, ma sono i liguri ad essere a corto di ossigeno. Nonostante ripetute incursioni di Callejon sulla destra, l’episodio determinante nasce da palla inattiva: su cross di Gabbiadini, Kucka atterra Higuain; per Calvarese è rigore, ed Higuain al 74’ segna la sua doppietta personaleconducendo in vantaggio il Napoli. Gli ultimi minuti sono una solo una pratica da sbrigare: gli azzurri portano a casa i tre punti, scavalcano la Lazio, tornando al terzo posto in solitudine, e guardano alla Roma ormai distante solo sei punti. Numerosi gli spunti di riflessione: il più lieto è Rafael, che ormai è in crescita costante e lo dimostra tanto con uscite puntuali (ad eccezione di una soltanto) quanto guidando bene i compagni di reparto; anche Strinic, costretto agli straordinari da RafaBenitez, si è perfettamente calato nei meccanismi difensivi della squadra: gran fisico, ottimo senso della posizione e immediato ambientamento fanno del croato una pedina fondamentale nello scacchiere tattico partenopeo. Un discorso a parte meritano Higuain e Benitez. L’argentino è il vero fuoriclasse, il cecchino infallibile, il leader carismatico che deve caricarsi la squadra sulle spalle fino alla vittoria: l’ha dimostrato in Supercoppa, nei preliminari di Champions, nelle notti europee che contano; Napoli non può prescindere dal suo bomber, ora ad un solo gol dalla vetta della classifica dei cannonieri del campionato, ed è su di lui che il presidente De Laurentiis deve puntare per prolungare i successi sportivi della società. Benitez, invece, ripone come sempre massima fiducia nei suoi uomini iniziali e solo la sfortuna non gli consente di chiudere la gara già nel primo tempo. Unico suo peccato, non aver sostituito Inler (il peggiore in campo per il Napoli) ma la vittoria di ieri gli dà ancora una volta ragione di sorridere.

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