Settanta minuti. Questo il tempo impiegato dal Napoli per sfondare il muro rossonero e mettere le mani su tre punti preziosissimi, che rilanciano le ambizioni degli azzurri in ottica Champions League. Succede tutto in sei minuti: al 70’ Hamsik raccoglie un pallone vagante in area e tira una stilettata poderosa che bacia il palo, insaccandosi alle spalle di Diego Lopez; quattro minuti più tardi è il turno di Higuaìn, che riscatta una prestazione opaca ed il rigore sbagliato al 3’ minuto di gioco (è il suo terzo errore sui sei rigori calciati quest’anno, ndr) trovando il gol su preciso suggerimento di Mertens; mentre chiude i conti al 76’ Manolo Gabbiadini, che capitalizza una carambola a due passi dalla linea di porta con una deviazione volante di tacco. La partita ha ben poco da raccontare, dato che è stato un monologo azzurro dall’inizio alla fine. Ad un Milan che si è presentato al San Paolo senza alcuna velleità di vittoria, fa eco un Napoli la cui sconfitta patita al Castellani di Empoli imponeva un pronto riscatto. E così è stato: difesa alta ed atteggiamento spiccatamente offensivo, i partenopei sono stati da subito molto incisivi con Hamsik ed Insigne, abili a destreggiarsi tra le linee della difesa e del centrocampo milanista; tuttavia, il primo tempo si è concluso sullo 0-0 solo per mancanza di giusta lucidità sotto porta, dove i centrali rossoneri hanno spesso e volentieri bloccato le transizioni offensive azzurre al momento dell’ultimo passaggio. Buona anche la prestazione di Jorginho, che ha beneficiato della valide prestazioni di David Lopez e di un Albiol voluto da Benitez a centrocampo in fase di possesso palla. Il Milan, dal canto suo, ha condotto infruttuosamente il match puntando tutto sulle ripartenze di Honda e Bonaventura, con Destro ad agire da centroboa, finendo però per piombare nelle più grigie partite del calcio all’italiana dopo la repentina espulsione di De Sciglio. Con la strategia della difesa ad oltranza e ripartenze, l’unica occasione degna di nota nel vuoto della partita dei rossoneri è il palo colpito proprio da Bonaventura al 39’ su un imperioso stacco aereo che coglie di sorpresa la difesa del Napoli (ancora una volta da registrare un’incertezza di Albiol nell’anticipo). Nella ripresa, oltre ai gol di marca azzurra, vanno segnalati il cross di Callejon che, deviato da Alex, al 59’ si infrange sul secondo palo evitando prima del tempo il tracollo milanista, ed il bel tiro a giro di Mertens (90’+2’), deviato con le unghie in calcio d’angolo da Diego Lopez ma destinato in fondo al sacco. È stato un bel Napoli, dunque, nulla a che vedere con quello visto ad Empoli, che dà un segnale forte al campionato nel giorno in cui la Lazio pareggia a Bergamo e vanifica il precedente vantaggio di sei punti sui partenopei, ora sceso a quattro. Ma vi è di più: dal ventre dello stadio di Fuorigrotta, sarebbe filtrata la notizia di un accordo di massima tra Benitez e il patron De Laurentiis per continuare almeno per un’altra stagione ancora il rapporto contrattuale che lega il manager spagnolo al club azzurro. Vittoria, ambiente disteso, pericolo di un nuovo ritiro scongiurato, allenatore e dirigenza che paiono nuovamente uniti in nome di un progetto in costante e continua crescita: migliori auspici per l’andata della semifinale di Europa League contro il Dnipro, per il prossimo giovedì, non potevano esserci.

  

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