12341203 714316398701942 4978058224325431888 nUna stanza di persone sorridenti, un pianoforte, un leggio, un chitarrista che arpeggia distintamente ed intensamente un brano per chitarra classica: è questa la prima immagine che si presenta appena varcato l’ingresso della Sala del Mandala, ove la sera del 3 dicembre si è tenuto un evento musicale e culturale di grande fascino e suggestione. Organizzato dall’A.N.A.M.S. (Accademia Nazionale Arte Musica Spettacolo), è stata una serata all’insegna di musica, teatro, poesia e scienza, tenutasi in un ambiente intimo e piacevole in cui lasciare che la quotidianità, fatta di lavoro, scadenze, preoccupazioni ed impegni, si trasformi, per un poco, in un lontano ed indistinto brusio;  un momento – come ha affermato il musicista Vito Alberto Girfoglio – a misura d’Uomo.

È proprio lui, avvocato afragolese, ad aprire le esibizioni della serata  eseguendo due brani della tradizione classica chitarristica: “Leyenda” di L. Albeniz e “Capricho Arabe” di F. Tarrega. 

Una splendida esecuzione, la sua, che ipnotizza i presenti ed incanta l’atmosfera.

Dopo la musica è il turno della scienza: il cosmologo Vincenzo Di Lauro spiega alla curiosa platea l’origine del termine “cosmo”, la teoria antropica, quella dell’espansione dell’universo, la nozione di entropia… Una carrellata veloce, ma di estremo interesse. Un momento di divulgazione scientifica tutt’altro che alieno al contesto. D’altronde con le sue “Cosmicomiche” Calvino ha dimostrato tempo addietro come si possano fondere arte e scienza: è così che il pensiero va proprio allo scrittore Sanremese e al suo “Tutto in punto”, quando Di Lauro parla della concentrazione dell’intera materia del cosmo in un unico punto, prima della nascita dell’universo.

Il terzo momento della serata è dedicato al teatro e allo spettacolo “Stella Briganta” di Giulio Iervolino, presidente e direttore artistico de “L’aria Nova”.  Lo stesso Iervolino, insieme a Federica Carbone al flauto, Ilaria Carbone al violino, e Gennaro Casolare alla chitarra, eseguono sei brani dell’opera: “Stella briganta”, “A pelar patate”, “E’ zanzare”, “Candida 2”, “Tema di Candida” e “Stava nu re”. La loro esibizione è intramezzata da due brevi performance dell’attrice Bianca Allegretti.

Come ci spiega il maestro Iervolino, lo spettacolo, che racconta le vicende di alcune brigantesse, ha uno scopo di divulgazione storica: nasce, infatti, dalla necessità di raccontare il fenomeno del brigantaggio senza quelle che – a detta dell’autore – sono le mistificazioni della storiografia dei vincitori. L’idea di concentrarsi sulle figure femminili di quella pagina storica (al cui studio Iervolino si dedica da oltre 25 anni) poi, muove dal desiderio di omaggiare figure <<cancellate deliberatamente>>  dalla memoria collettiva.

La serata si chiude con l’esecuzione di  Summer Dreams, op 47, della compositrice americana Amy Beach: si tratta di sei pezzi per il piano (“The Brownies”, “Robin Redbreast”, “Twilight”, “Katy Didis”, Elfin tarantella” e “Goodnight”) suonati a quattro mani da Marco Bruno e Priscilla Lauretana ed intervallati da altrettanti sonetti recitati da Raffaella Palumbo. Un  delicato momento di musica e poesia che chiude meravigliosamente una serata fuori dal Tempo.      

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