Dal “Sei impazzito!” al “Sei scarso!” per poi tragicamente finire in “Spero tu prenda il cancro!”.

Se credete che tutto questo sia finzione, allora non avete mai giocato ad un titolo online come gli Sparatutto, i MOBA gli MMORPG (spesso in free to play) ecc… Dove solo il 20% degli utenti giocano per divertirsi o per svago; vi starete domandando: “l’altro 80% invece? A quale categoria appartengono?”

attachmentDato che ci ritroviamo davanti ad un fenomeno che non appartiene solo all’utenza videoludica ma anche a quella dei social network, abbiamo a che fare con una quantità incalcolabile di individui diversi con caratteri, stati d’animo e priorità diverse.  Ma per adesso limitiamoci ad analizzare come si è evoluta in questi anni l’utenza videoludica.

Oggi ogni titolo ha un proprio forum e le proprie chat dove ogni utente può dire il suo parere sul gioco in questione, oppure aiutare le persone che non riescono a raggiungere determinati obbiettivi, insomma quello che dovrebbe rappresentare una vera e propria community videoludica, ma ricordatevi che siamo nell’80% dell’utenza, e solo il 10% degli utenti rispetta le regole di una community. La restante parte e suddivisa in 3 categorie ben precise: il Noob, il Casual Player ed il Troll.

Il Noob (abbreviativo di newbie), ovvero il classico novellino che non sempre riesce ad avere successo nelle prime partite, è l’individuo che spesso è vittima di insulti e maltrattamenti da parte di giocatori più bravi e/o con più esperienza di lui.

Poi c’è quella parte di persone dotata di un minimo di capacità competitive che gli permette di stare sempre al centro dell’attenzione in una partita online: i Casual Player. Molti di loro sono la causa dell’intasamento delle chat di gioco per coordinare la squadra… Ci siete cascati? Spesso si tratta di quelle persone che si arrabbiano a causa della loro poca sportività ed incolpano i propri compagni di squadra (ancora insulti e parolacce).

Ed infine abbiamo coloro che rendono alcuni giochi ingiocabili: i Troll. Utilizzo di trucchi per vincere, spam nelle chat, rubare account ed infastidire giocatori vari (si è passati alle bestemmie già da un pezzo).

Sappiate che il contesto delle community videoludiche non è così diverso da quello dei social network ne tantomeno dalla vita reale: come nei banchi di scuola ad esempio.  È un fenomeno, questo, che oggi giorno chiamiamo “Cyberbullismo”, e in questo caso chiunque può esserne vittima; basti guardare i tweet dei VIP ed alcuni, relativi commenti sottostanti fatti da persone che si avvalgono della possibilità di sentirsi superiori solo perché si trovano davanti ad un display (tutti scienziati e uomini/donne di vita).

Le soluzioni? Tranquilli, ce ne sono tantissime. Esistono milioni di moderatori nei forum e nei social che purtroppo, però, non possono esser sempre presenti per intervenire sui post o sui commenti con toni “alti”. Poi esiste un metodo che pochissime persone connesse al web usano…

Non ti curar di loro ma guarda e passa…”

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